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RIMBORSI AI PENDOLARI E INCENTIVI: LE MISURE DEL DECRETO RILANCIO PER LA MOBILITA’ DELL’EMERGENZA E DELLA RIPRESA

I nostri spostamenti quotidiani sono diventati un’incognita: il Decreto Rilancio prova a porre le basi per una mobilità capace di reggere alla prova Coronavirus. Tra le misure direttamente rivolte alla cittadinanza, ristori per gli utenti del trasporto pubblico e bonus mobilità sostenibile: come funzionano?

Partiamo dai pendolari: abbonamenti rimborsati? Non proprio. Il decreto in via di pubblicazione parla di voucher o di prolungamento della durata dell’abbonamento. Misure sicuramente importanti, ma che non garantiscono l’integrale soddisfazione dei diritti di tutti gli utenti, laddove venga meno l’interesse a viaggiare: pensiamo a quanti lavoratori potrebbero nei prossimi mesi cambiare di necessità le proprie abitudini, nella migliore delle ipotesi per conformarsi alle riorganizzazioni dettate dal totem smart-working.

Altro elemento che lascia perplessi è la remissione della scelta al vettore: auspicando che la lettera del provvedimento venga applicata con ragionevolezza, non si comprende come non venga riconosciuto all’utente nemmeno il diritto all’utilizzo del servizio nei tempi più consoni alle sue esigenze. 

Scelte che dovranno fare i conti con l’ordinamento europeo, dal quale già arrivano i primi segnali con le Raccomandazioni emanate in materia dalla Commissione: il diritto al rimborso in denaro viene a più riprese ribadito e accompagnato da indicazioni sulle caratteristiche che i voucher dovrebbero avere per essere quanto più funzionali possibile per il consumatore, come la trasferibilità ad altri passeggeri e l’ampiezza delle controprestazioni accessibili.

Vedremo come i principi ribaditi dall’UE si faranno strada nelle prossime settimane, tra comunicati, linee guida, appelli e rettifiche: un tracciato che si stringe tra l’incombente confusione e incertezza da una parte e il rischio di trasfigurare diritti in elargizioni dall’altra. 

Nel frattempo, la burocrazia: la richiesta dev’essere corredata dalla documentazione comprovante la titolarità di un abbonamento ferroviario o di trasporto pubblico locale, in corso di validità durante il periodo interessato dalle misure governative, e dall’immancabile autocertificazione, questa volta atta a dichiarare l’impossibilità di utilizzare il titolo di viaggio a causa delle suddette misure governative.

Entro quindici giorni dalla ricezione della comunicazione, il vettore provvede al ristoro con il voucher o prolungando la durata dell’abbonamento.

Nello stesso ambito si collocano gli incentivi alla mobilità sostenibile, implementati per far fronte al temuto aumento del traffico automobilistico, dato per acquisito a fronte della riduzione della capacità del trasporto pubblico e della minor propensione a servirsene da parte dell’utenza.

Il decreto riconosce ai residenti delle Città metropolitane, dei capoluoghi di Provincia e dei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, un “buono mobilità”, pari al 60 per cento della spesa sostenuta e, comunque, in misura non superiore a euro 500, a partire dal 4 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica quali segway, hoverboard, monopattini e monowheel. 

Di fronte alla resa preventiva del trasporto pubblico, verrebbe da pensare a primo acchito, il “Rilancio” che dà il nome al decreto viaggerà sull’hoverboard.

Venezia, 16 maggio 2020