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Se “Acque Potabili” non ci sente….

Nell’arco di alcuni mesi l'ufficio di Adria ha raccolto un numero spropositato di segnalazioni che utenti alquanto indisposti hanno manifestato nei confronti di una società certamente ben nota alla maggioranza dei lettori. Stiamo parlando di Acque Potabili: la società che nei comuni di Adria e Corbola gestisce il servizio idrico, pur avendo sede a Torino.
Fin qui niente di strano. Federconsumatori è nata anche per questo: raccogliere le contestazioni, ascoltare le lamentele e cercare di porvi soluzione. Le difficoltà nascono però quando la controparte si mostra sorda alle richieste delle utenze e, occorre ammetterlo, noi di Federconsumatori in più di un’occasione abbiamo avuto qualche difficoltà a rapportarci con il gestore dell’acqua.
Tra le contestazioni che ci sono pervenute con maggiore affluenza, molte riguardano l’entità dei consumi. Da quanto si evince dalla media aritmetica dei consumi riportati nelle fatturazioni in nostro possesso, sembrerebbe infatti che il consumo medio giornaliero per famiglia si aggiri poco al di sotto del metro cubo. Il che appare inverosimile, considerato che un metro cubo equivale a mille litri d’acqua.
Le fatture inoltre presentano talvolta errori di calcolo. Certe voci negative riportate in bolletta (catalogate ad esempio come “acconti già fatturati”) sono state in alcuni casi sommate invece che essere sottratte, come vorrebbe il segno meno posto davanti alla cifra stessa. Certo un errore giustificabile dalla legge della probabilità applicata ai grandi numeri, ma si vorrebbe che questi problemi trovassero più immediata risoluzione.
Problemi non secondari nascono poi dal funzionamento dei misuratori. Molti dei contatori in possesso all’utenza sono oramai obsoleti, perché vecchi di trent’anni. È questa una problematica che riguarda anche gestori di altri servizi ma che assume rilevanza nel caso specifico. Difatti – come è noto al lettore – se Acque Potabili gestisce la fornitura dell’acqua, Polesine Servizi si occupa del servizio di fognatura e depurazione i cui costi vengono calcolati proporzionalmente ai consumi idrici. Ciò significa che se il consumo è elevato, ancora più salata diverrà la fatturazione finale. Ecco che la funzionalità del contattore diviene condizione imprescindibile per evitare che il malfunzionamento dello stesso gravi due volte sulle tasche del consumatore.
Da ultimo, è bene segnalare i rapporti “spigolosi” intercorsi tra la nostra Associazione e la Società idrica. Un rapporto reso ancor più difficile dal ritardo con cui vengono richiesti i pagamenti e che risalgono mediamente all’anno precedete, tant’è che attualmente si stanno pagando le bollette relative ai consumi ottobre-dicembre 2007. Ciò rende assai difficili le contestazioni poiché raramente l’utenza dispone delle letture relative a quel periodo. E pur ipotizzando che l’utenza ne fosse in possesso, a quel punto i reclami diverrebbero poco credibili. Su tale questione nessuno ci ha ancora dato una risposta.
Ma se reali e dimostrabili sono le nostre denuncie, occorre tuttavia ammettere che i casi esaminati sono solo una piccola parte del bacino di utenze che nel totale è interessato. Noi della Federconsumatori siamo però convinti che bastino per dimostrare l’entità dei problemi che aspettano di trovar soluzione. Alcuni sono stati qui sottolineati, mentre altri sono stati volutamente tralasciati; non perché meno importanti, quanto piuttosto perché comprendono altri soggetti. Ne è un buon esempio il cattivo stato delle condutture le quali disperderebbero circa il 40 % dell’acque potabili trasportate: un fatto questo che in tempo di risparmio energetico diviene inammissibile.
Volendo tenere fissa – per ora – l’attenzione su Acque Potabili, si può concludere dicendo che la Società in questione si fa forte del fatto che il mercato in cui opera è bloccato, ovvero l’utente non ha facoltà di divenire cliente passando quindi ad altri gestori come avviene nel caso della telefonia o dell’energia. Questo vincolo non rende in ogni caso Acque Potabili esente dall’obbligo di tentare una mediazione con le associazioni dei consumatori. È vero che l’amministrazione Comunale di Adria con una convenzione che risale al 1994 si è vincolata per trent’anni alla gestione del servizio idrico da parte di questa Società, ma è altrettanto vero che gli accordi possono essere rescissi se una delle parti non li rispetta. E a tal proposito ben conoscono gli utenti le minacce di piombatura dei contatori in caso di mancato pagamento…

Federconsumatori Adria - Matteo Cesaretto